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LEZIONI SPETTACOLO

MALCOLM X

1619, una nave olandese che trasportava merci porta in Virginia i primi negri.
Negri, non è un errore.
Così sono stati chiamati per secoli gli afroamericani.
Negri erano gli schiavi nelle piantagioni di cotone del sud, negri erano quelli che vivevano nel nord degli Stati Uniti, non schiavi, ma comunque privati di alcuni diritti fondamentali.

Negra era Bessie Smith, la più famosa cantante blues e jazz degli anni venti e trenta, che morì a causa del rifiuto dei medici di curarla dopo un terribile incidente stradale.
Negra era Rosa Parks, che nel 1955 sfidò il divieto per gli afroamericani di sedersi sui posti riservati ai bianchi sugli autobus,

Negri sono stati per anni (e a volte, purtroppo, ancora oggi) gli afroamericani agli occhi dei bianchi. Negro era Malcolm Little agli occhi dei bianchi.
Ma dentro di sé Malcolm era qualcos’altro, qualcun altro, era l’uomo che più di chiunque, assieme a Martin Luther King, avrebbe dato una nuova consapevolezza agli afroamericani.

Non dovevano essere più “negri da cortile” o “negri da fatica”, ma black people, persone nere. Persone.

La X.
Quando arrivavano negli Stati Uniti agli schiavi veniva dato un nome e un cognome, un nome preso dalla Bibbia e il cognome del padrone bianco.
Quindi Malcolm si chiamava Little perché i suoi antenati un tempo avevano servito per un bianco di nome Little.
La scelta della X testimoniava il rifiuto di accettare questo legame anagrafico con i padroni di un tempo. La X serviva a indicare la mancata conoscenza del proprio vero nome e delle proprie origini e più in generale delle origini degli afro-americani portati via dalle loro terre natali in Africa.
X come incognita, X come segno di rivendicazione, X come segno di libertà.

Il racconto parte dalla foto della premiazione della finale dei 200 mt alle Olimpiadi di Messico 1968: due pugni neri alzati al cielo, una presa di posizione contro il razzismo in mondovisione.
Con un continuo andirivieni tra il passato e il presente, grazie ad alcune immagini iconiche, i ragazzi conosceranno i momenti salienti delle rivendicazioni afroamericane in America, delle mai sopite tensioni tra bianchi e neri e incontreranno la figura che più di tutti ha ispirato queste rivendicazioni attraverso i suoi scritti, le sue parole, le sue azioni.

Una figura talmente centrale nella storia contemporanea non solo degli Stati Uniti ma dell’occidente intero da essere anche ispirazione del primo afroamericano diventato Presidente degli USA, Barack Obama.

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crediti

di e con : Giacomo Rossetto

produzione: Teatro Bresci

anno di produzione: 2025

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