locandina

Gli innamorati

(2014)

di Carlo Goldoni
con: Giacomo Rossetto, Eleonora Panizzo, Katiuscia Bonato, Davide Dolores, Renzo Pagliaroto, Massimiliano Mastroeni
regia: Giorgio Sangati

Carlo Goldoni è forse il più grande drammaturgo italiano di sempre, è tra i più rappresentati nel mondo ed è diventato oggi un’icona del teatro veneto (una specie di proprietà privata) ma, a differenza di quello che si potrebbe immaginare e che, di fatto, si immagina è tra i più difficili da mettere in scena.
Esiste un livello base, una specie di “Goldoni-punto-zero” che funziona sempre. Basta farlo, basta dirlo, ma è solo una scorciatoia, dettata dall’abitudine: sia che si tratti di tricorni e inquartate, sia che si faccia come “ai giorni d’oggi” il rischio è di essere risucchiati in secoli di convenzione (non sempre, quasi mai pertinente). Gli innamorati, capolavoro assoluto non sfugge a questi rischi e nasconde dietro un’apparente e divertentissima trama di corteggiamento, la riproduzione schietta e cinica di un’intera società. Ed è, prima di tutto una società “in crisi”, decadente, morente nella quale ci si difende in tutti i modi dalla fine: si finge di avere ciò che non si ha, di essere ciò che non si è (più); una società immatura, regressiva, capricciosa, in cui certezze, modelli, autorità hanno perso qualsiasi credibilità. Non ci sono genitori negli Innamorati: i giovani hanno perso la bussola e si dibattono come insetti notturni intorno a una lampada alla ricerca di un’identità che li illumini, li contenga e li guidi.
L’amore è un campo di battaglia, la cartina tornasole che fa emergere tutta la fragilità dell’essere (di quello dei personaggi così come del nostro): la difficoltà di crescere e confrontarsi, di fi-darsi, di con-dividere la vita.
E’ in questa profondità di lettura psicologica che sta la grandezza e la modernità, o meglio, la novità dell’autore. Nella nostra messa in scena, pertanto, è bandito il superfluo, l’ornamento: in scena c’è un mondo virtuale, pignorato, ridotto all’osso, un conto alla rovescia in attesa di un futuro che (allora come oggi) non sembra avere molta consistenza. Un’esperimento in vitro al vetriolo, satirico e psicoanalitico in un cui protagonisti sono gli attori che, necessariamente, si mettono e ci mettono a nudo.

SCHEDA TECNICA

Tipologia: Prosa
Durata: 90 minuti
Cast: 6 attori / 1 tecnico
Spazio scenico: Lo spettacolo è rappresentabile sia all’aperto che al chiuso. E’ necessario uno spazio con misure minime 8×6 mt. In caso il teatro non avesse in dotazione la strumentazione, la Compagnia provvederà al reperimento del materiale tecnico necessario.
Audio: mixer audio / n° 2 casse amplificate / cavi sufficienti e necessari
Luci: dimmer / consolle luci / n° 14 PC 1000 w / n° 3 PAR CP 61 / cavi sufficienti e necessari
Carico/scarico: Per il carico e scarico dei materiali è necessario che i veicoli della Compagnia possano accedere il più vicino possibile all’area scenica.
Montaggio/smontaggio: Montaggio 5 ore / Smontaggio 1 ora. Lo smontaggio avviene di norma a fine spettacolo.

 

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